BUTTIGLIERA ALTA – ROSTA (To), Precettoria di S. Antonio di Ranverso. Scheda 5 – Cappella adibita a Sacrestia

Localizzazione e recapiti:
IGC 17 (1:50000) Torino – Pinerolo e Bassa Val di Susa – Precettoria di S. Antonio di Ranverso.
Per giungere alla Precettoria si segue la statale 25 del Moncenisio e, pochi chilometri dopo Rivoli Torinese, si imbocca sulla sinistra un viale alberato (indicazione Rosta).
La Precettoria è situata al centro di una zona agricola, tra i comuni di Buttigliera Alta e Rosta; il confine passa in corrispondenza del campanile.
La chiesa, all’interno della quale si trovano i cicli affrescati da Jaquerio, appartiene al complesso della Precettoria, in cui rientrano anche il convento, l’ospedale (di cui resta solo la facciata), e alcune cascine.

Descrizione:
I cicli affrescati da Jaquerio si trovano all’interno della chiesa, e precisamente: gli episodi della vita della Vergine nella terza cappella della navata sinistra; le storie di S. Biagio nella navata destra; la Vergine con il Bambino e santi, re e profeti dell’Antico Testamento sulla parete sinistra del presbiterio; episodi della vita di S. Antonio Abate sulla parete destra del presbiterio; nella cappella adibita a sacrestia sono affrescati l’Annunciazione, la Preghiera nell’Orto, la Salita al Calvario, S. Pietro e S. Paolo, gli Evangelisti.

Cappella adibita a sacrestia: sulla volta sono rappresentati i quattro Evangelisti, ognuno dei quali è identificabile grazie al simbolo che gli è proprio e al cartiglio con l’inizio del Vangelo; sulla parete meridionale sono effigiati i santi Pietro e Paolo (vedi allegato).
Sulla parete orientale è affrescata l’Annunciazione, in cui le due figure della Vergine e dell’Angelo sono inserite ai due lati di una finestra aperta nella parte superiore della parete, che è sovrastata da un arco a sesto acuto; nella parte inferiore della parete è raffigurato Cristo nel sepolcro.
Sulla parete occidentale, sopra l’ingresso dalla navata, è rappresentata la Preghiera nell’Orto degli ulivi (vedi allegato).
La parete settentrionale è completamente occupata dalla Salita al Calvario, in cui il punto focale è dato dalla figura di Cristo; il racconto ha il suo esordio nel gruppo delle pie donne e della Veronica all’estrema sinistra, e prosegue con una serie di personaggi, che sono individuati attraverso i particolari dell’abbigliamento e mediante la caratterizzazione fisica e psicologica. Al di sopra delle teste le lance e gli stendardi contribuiscono al movimento della scena e danno profondità allo spazio (vedi allegato).

Periodo artistico: Gli affreschi di Jaquerio all’interno della chiesa sono stati eseguiti in momenti diversi, e si collocano nei primi decenni del XV secolo.

Materiale informativo ed illustrativo: Nel portico, presso la facciata dell’ospedale e all’interno della chiesa sono collocati pannelli illustrativi, realizzati a cura dell’Associazione Amici della Fondazione ordine Mauriziano (AFOM) e tradotti in francese e inglese da allievi del liceo scientifico Darwin di Rivoli.

Note storiche: La cronologia attribuita agli affreschi poggia sul resoconto della visita pastorale del 1406, che descrive i lavori eseguiti, in esecuzione o previsti, (in particolare interventi nella cappella con le storie della Vergine e nella cappella di S. Biagio) e sulle testimonianze tramandate negli archivi relative alle date dei soggiorni di Jaquerio a Torino.
Un ulteriore contributo può venire dalla presenza come cellerario a Ranverso del primo Jean de Montchenu, che rivestì la carica, come risulta dai documenti dell’ordine Mauriziano, dal 1430 al 1458.
Una prima fase di attività, tra il 1401 e il 1429, vede Jaquerio alternare soggiorni a Ginevra con altri a Pinerolo, come pittore di corte presso gli Acaia, e a Torino presso il duca di Savoia Amedeo VIII, dove riveste il medesimo incarico soprattutto dopo che, nel 1418, estintosi il ramo degli Acaia, i loro possedimenti passano ai Savoia.
Nella seconda fase, tra il 1429 e il 1453, anno della morte, sembra aver avuto residenza più stabile a Torino, quando ormai si era conclusa la fase più innovativa della sua opera.

Bibliografia: [si citano solo alcuni tra i numerosissimi contributi dedicati all’intervento di Jaquerio].
– A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, Torino 1965.
– A. GRISERI, Ritorno a Jaquerio, in E. CASTELNUOVO e G. ROMANO (a cura di), Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Torino 1979, pagg. 3-29.
– E. CASTELNUOVO, Giacomo Jaquerio e l’arte nel ducato di Amedeo VIII, ibidem, pagg. 30-57.
– G. ROMANO, Storie della vita della Vergine, ibidem, pagg. 393-397.
– ORDINE MAURIZIANO (a cura di G. GIACCAGLIA), Sant’Antonio di Ranverso, Cavallermaggiore 1990, pagg. 69-107.
– A. GRISERI, A Ranverso con Jaquerio. Nuovi documenti, in AA.VV. Theatrum Mauritianum, Milano 1992, pagg. 13-27.
– A. GUERRINI, Una nuova “Imago Pietatis”, ibidem, pagg. 56-58.
– M. PICCAT, L’uomo con i chiodi nella Salita al Calvario, ibidem, pagg. 63-69.
– W. CANAVESIO, (a cura di), Jaquerio e le arti del suo tempo, Torino 2000.
– G. GRITELLA (a cura di), Il colore del gotico, Savigliano 2001 (per i restauri agli affreschi e alla chiesa eseguiti tra il 1999 e il 2001).
– E. CASTELNUOVO, L’arte e gli artisti al tempo di Amedeo VIII, in E. PAGELLA – E. ROSSETTI BREZZI – E. CASTELNUOVO (a cura di), Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi Occidentali, Ginevra – Milano 2006, pagg. 148-150.
– S. BAIOCCO, S. CASTRONOVO, E. PAGELLA, Arte in Piemonte. Il Gotico, Ivrea, pagg. 107-114.

Url:  http://www.afom.it

Email: info@afom.it

Note: Nel 1911 sono stati avviati restauri, che hanno interessato la struttura della chiesa nel suo complesso; durante questo intervento sono stati scoperti gli affreschi delle storie della Vergine e della parete settentrionale del presbiterio, precedentemente coperti da uno strato di calce.
Questo ha permesso, grazie alla messa in luce della firma di Jaquerio, di attribuire al pittore torinese i cicli affrescati nella chiesa.
Un nuovo lotto di restauri è stato realizzato tra il 1999 e il 2001; gli affreschi jaqueriani interessati dall’intervento sono stati le storie di S. Biagio e le storie di S. Antonio Abate.

Fruibilità:

Orario invernale di apertura: 9-12, 15-17;
orario estivo: 9-12, 14,30-17,30; giorni di chiusura: lunedì e martedì.
Telefono 011 9367450.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 2008-11-30

Vedi allegato: Tre monumenti pittorici del Piemonte antico, a cura di Marziano Bernardi – Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1957 – Sant’Antonio di Ranverso, con tavole e immagini:
Tre monumenti pittorici del Piemonte antico, a cura di Marziano Bernardi 3 SAR
Tre monumenti pittorici del Piemonte antico, a cura di Marziano Bernardi 4 SAR

BUTTIGLIERA ALTA/ROSTA (To), Precettoria di S. Antonio di Ranverso. Scheda 4 Parete Merid. Presbiterio.

Localizzazione e recapiti:

IGC 17 (1:50000) Torino – Pinerolo e Bassa Val di Susa – Precettoria di S. Antonio di Ranverso.


Per giungere alla Precettoria si segue la statale 25 del Moncenisio e, pochi chilometri dopo Rivoli Torinese, si imbocca sulla sinistra un viale alberato (indicazione Rosta).


La Precettoria è situata al centro di una zona agricola, tra i comuni di Buttigliera Alta e Rosta; il confine passa in corrispondenza del campanile.


La chiesa, all’interno della quale si trovano i cicli affrescati da Jaquerio, appartiene al complesso della Precettoria, in cui rientrano anche il convento, l’ospedale (di cui resta solo la facciata), e alcune cascine.

Descrizione:

I cicli affrescati da Jaquerio si trovano all’interno della chiesa, e precisamente: gli episodi della vita della Vergine nella terza cappella della navata sinistra; le storie di S. Biagio nella navata destra; la Vergine con il Bambino e santi, re e profeti dell’Antico Testamento sulla parete sinistra del presbiterio; episodi della vita di S. Antonio Abate sulla parete destra del presbiterio; nella cappella adibita a sacrestia sono affrescati l’Annunciazione, la Preghiera nell’Orto, la Salita al Calvario, S. Pietro e S. Paolo, gli Evangelisti.


Parete meridionale del presbiterio: nella parete superiore gli affreschi sono suddivisi in tre registri; nella parte inferiore, la cui superficie è interrotta da un arcosolio e da due porte che introducono nella cappella adibita a sacrestia, è rappresentata un’unica scena.


I tre registri superiori mostrano episodi della vita di S. Antonio Abate: nei riquadri della fascia in alto Antonio, ascoltando l’omelia della messa, decide di abbracciare la vita monastica e affida la sorella a un convento di monache; nel riquadro intermedio abbandona i confratelli e si reca nel deserto, dove subisce le tentazioni da parte dei diavoli.


Nel registro inferiore è rappresentata la visita di S. Antonio a Paolo, un eremita più anziano di lui, con cui il Santo divide il pane portato da un corvo; nel riquadro successivo il Santo seppellisce Paolo, aiutato da un leone.


Alcune scene sono lacunose, mentre altre sono scomparse. Inferiormente, da destra verso sinistra, sono raffigurati una coppia inginocchiata con offerte, accanto alla quale si trova un bambino che reca un cero, e poi gruppi di pastori, anch’essi con offerte, che spingono davanti a sé capre e maiali.


Nell’arcosolio è rappresentato Cristo che si erge dal sepolcro, con accanto i simboli della Passione.


(Vedi anche altre schede)

Tipologia monumento:

Tipologia immagine: Affresco

Periodo artistico: Gli affreschi di Jaquerio all’interno della chiesa sono stati eseguiti in momenti diversi, e si collocano nei primi decenni del XV secolo.

Cronologia: XV sec.

Materiale informativo ed illustrativo:

Nel portico, presso la facciata dell’ospedale e all’interno della chiesa sono collocati pannelli illustrativi, realizzati a cura dell’Associazione Amici della Fondazione ordine Mauriziano (AFOM) e tradotti in francese e inglese da allievi del liceo scientifico Darwin di Rivoli.

Note storiche:

La cronologia attribuita agli affreschi poggia sul resoconto della visita pastorale del 1406, che descrive i lavori eseguiti, in esecuzione o previsti, (in particolare interventi nella cappella con le storie della Vergine e nella cappella di S. Biagio) e sulle testimonianze tramandate negli archivi relative alle date dei soggiorni di Jaquerio a Torino.


Un ulteriore contributo può venire dalla presenza come cellerario a Ranverso del primo Jean de Montchenu, che rivestì la carica, come risulta dai documenti dell’ordine Mauriziano, dal 1430 al 1458.


Una prima fase di attività, tra il 1401 e il 1429, vede Jaquerio alternare soggiorni a Ginevra con altri a Pinerolo, come pittore di corte presso gli Acaia, e a Torino presso il duca di Savoia Amedeo VIII, dove riveste il medesimo incarico soprattutto dopo che, nel 1418, estintosi il ramo degli Acaia, i loro possedimenti passano ai Savoia.


Nella seconda fase, tra il 1429 e il 1453, anno della morte, sembra aver avuto residenza più stabile a Torino, quando ormai si era conclusa la fase più innovativa della sua opera.

Bibliografia:

[si citano solo alcuni tra i numerosissimi contributi dedicati all’intervento di Jaquerio].


 – A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, Torino 1965. 


 – A. GRISERI, Ritorno a Jaquerio, in E. CASTELNUOVO e G. ROMANO (a cura di), Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Torino 1979, pagg. 3-29.


 – E. CASTELNUOVO, Giacomo Jaquerio e l’arte nel ducato di Amedeo VIII, ibidem, pagg. 30-57.


 – G. ROMANO, Storie della vita della Vergine, ibidem, pagg. 393-397.


 – ORDINE MAURIZIANO (a cura di G. GIACCAGLIA), Sant’Antonio di Ranverso, Cavallermaggiore 1990, pagg. 69-107.


 – A. GRISERI, A Ranverso con Jaquerio. Nuovi documenti, in AA.VV. Theatrum Mauritianum, Milano 1992, pagg. 13-27.


 – A. GUERRINI, Una nuova “Imago Pietatis”, ibidem, pagg. 56-58.


 – M. PICCAT, L’uomo con i chiodi nella Salita al Calvario, ibidem, pagg. 63-69.


 – W. CANAVESIO, (a cura di), Jaquerio e le arti del suo tempo, Torino 2000.


 – G. GRITELLA (a cura di), Il colore del gotico, Savigliano 2001 (per i restauri agli affreschi e alla chiesa eseguiti tra il 1999 e il 2001).


 – E. CASTELNUOVO, L’arte e gli artisti al tempo di Amedeo VIII, in E. PAGELLA – E. ROSSETTI BREZZI – E. CASTELNUOVO (a cura di), Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi Occidentali, Ginevra – Milano 2006, pagg. 148-150.


 – S. BAIOCCO, S. CASTRONOVO, E. PAGELLA, Arte in Piemonte. Il Gotico, Ivrea, pagg. 107-114.

Url: http://www.amicibbaamauriziano.it

Email: info@amicibbaamauriziano.it

Note:

Nel 1911 sono stati avviati restauri, che hanno interessato la struttura della chiesa nel suo complesso; durante questo intervento sono stati scoperti gli affreschi delle storie della Vergine e della parete settentrionale del presbiterio, precedentemente coperti da uno strato di calce.


Questo ha permesso, grazie alla messa in luce della firma di Jaquerio, di attribuire al pittore torinese i cicli affrescati nella chiesa.


Un nuovo lotto di restauri è stato realizzato tra il 1999 e il 2001; gli affreschi jaqueriani interessati dall’intervento sono stati le storie di S. Biagio e le storie di S. Antonio Abate.

Fruibilità:

Orario invernale di apertura: 9-12, 15-17;


orario estivo: 9-12, 14,30-17,30;


giorni di chiusura: lunedì e martedì.


Telefono 011 9367450.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 2008-11-30T00:00:00

BUTTIGLIERA ALTA/ROSTA (To), Precettoria di S. Antonio di Ranverso. Scheda 3 Parete sett. Presbiterio.

Localizzazione e recapiti:
IGC 17 (1:50000) Torino – Pinerolo e Bassa Val di Susa – Precettoria di S. Antonio di Ranverso.
Per giungere alla Precettoria si segue la statale 25 del Moncenisio e, pochi chilometri dopo Rivoli Torinese, si imbocca sulla sinistra un viale alberato (indicazione Rosta).
La Precettoria è situata al centro di una zona agricola, tra i comuni di Buttigliera Alta e Rosta; il confine passa in corrispondenza del campanile.
La chiesa, all’interno della quale si trovano i cicli affrescati da Jaquerio, appartiene al complesso della Precettoria, in cui rientrano anche il convento, l’ospedale (di cui resta solo la facciata), e alcune cascine.

Descrizione:
I cicli affrescati da Jaquerio si trovano all’interno della chiesa, e precisamente: gli episodi della vita della Vergine nella terza cappella della navata sinistra; le storie di S. Biagio nella navata destra; la Vergine con il Bambino e santi, re e profeti dell’Antico Testamento sulla parete sinistra del presbiterio; episodi della vita di S. Antonio Abate sulla parete destra del presbiterio; nella cappella adibita a sacrestia sono affrescati l’Annunciazione, la Preghiera nell’Orto, la Salita al Calvario, S. Pietro e S. Paolo, gli Evangelisti.

Parete settentrionale del presbiterio: nella zona centrale, tra due finestre, è rappresentata la Vergine con in braccio il Bambino che si sporge verso un donatore inginocchiato; la Vergine, alle cui spalle due angeli reggono un tendaggio, è seduta su di un trono, situato all’interno di una complessa struttura architettonica di stile gotico sormontata da alte cuspidi. Sulla superficie degli sguanci delle due finestre laterali sono dipinte figure di santi all’interno di edicole gotiche: nella finestra di sinistra S. Giovanni Battista e S. Antonio Abate, nella finestra di destra Santa Marta e Santa Margherita.
Lateralmente a queste figure sono rappresentati a sinistra l’arcangelo Michele e a destra i santi vescovi Nicola e Martino.
Sotto questa fascia vi sono sette figure di re e profeti dell’Antico Testamento; di essi, che in origine erano otto, soltanto il re Davide è identificabile nel personaggio rappresentato frontalmente con la corona sul capo.
Questo ciclo di affreschi è firmato da Jaquerio tramite un’iscrizione, posta sopra la fascia inferiore dei dipinti, che recita: [picta] fuit ista capella p[er] manu[m] Iacobi Iaqueri de Taurino.
(Vedi anche altre schede)

Tipologia immagine: Affresco

Periodo artistico: Gli affreschi di Jaquerio all’interno della chiesa sono stati eseguiti in momenti diversi, e si collocano nei primi decenni del XV secolo.

Cronologia: XV sec.

Materiale informativo ed illustrativo:
Nel portico, presso la facciata dell’ospedale e all’interno della chiesa sono collocati pannelli illustrativi, realizzati a cura dell’Associazione Amici della Fondazione ordine Mauriziano (AFOM) e tradotti in francese e inglese da allievi del liceo scientifico Darwin di Rivoli.

Note storiche:
La cronologia attribuita agli affreschi poggia sul resoconto della visita pastorale del 1406, che descrive i lavori eseguiti, in esecuzione o previsti, (in particolare interventi nella cappella con le storie della Vergine e nella cappella di S. Biagio) e sulle testimonianze tramandate negli archivi relative alle date dei soggiorni di Jaquerio a Torino.
Un ulteriore contributo può venire dalla presenza come cellerario a Ranverso del primo Jean de Montchenu, che rivestì la carica, come risulta dai documenti dell’ordine Mauriziano, dal 1430 al 1458.
Una prima fase di attività, tra il 1401 e il 1429, vede Jaquerio alternare soggiorni a Ginevra con altri a Pinerolo, come pittore di corte presso gli Acaia, e a Torino presso il duca di Savoia Amedeo VIII, dove riveste il medesimo incarico soprattutto dopo che, nel 1418, estintosi il ramo degli Acaia, i loro possedimenti passano ai Savoia.
Nella seconda fase, tra il 1429 e il 1453, anno della morte, sembra aver avuto residenza più stabile a Torino, quando ormai si era conclusa la fase più innovativa della sua opera.

Bibliografia: [si citano solo alcuni tra i numerosissimi contributi dedicati all’intervento di Jaquerio].
– A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, Torino 1965.
– A. GRISERI, Ritorno a Jaquerio, in E. CASTELNUOVO e G. ROMANO (a cura di), Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Torino 1979, pagg. 3-29.
– E. CASTELNUOVO, Giacomo Jaquerio e l’arte nel ducato di Amedeo VIII, ibidem, pagg. 30-57.
– G. ROMANO, Storie della vita della Vergine, ibidem, pagg. 393-397.
– ORDINE MAURIZIANO (a cura di G. GIACCAGLIA), Sant’Antonio di Ranverso, Cavallermaggiore 1990, pagg. 69-107.
– A. GRISERI, A Ranverso con Jaquerio. Nuovi documenti, in AA.VV. Theatrum Mauritianum, Milano 1992, pagg. 13-27.
– A. GUERRINI, Una nuova “Imago Pietatis”, ibidem, pagg. 56-58.
– M. PICCAT, L’uomo con i chiodi nella Salita al Calvario, ibidem, pagg. 63-69.
– W. CANAVESIO, (a cura di), Jaquerio e le arti del suo tempo, Torino 2000.
– G. GRITELLA (a cura di), Il colore del gotico, Savigliano 2001 (per i restauri agli affreschi e alla chiesa eseguiti tra il 1999 e il 2001).
– E. CASTELNUOVO, L’arte e gli artisti al tempo di Amedeo VIII, in E. PAGELLA – E. ROSSETTI BREZZI – E. CASTELNUOVO (a cura di), Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi Occidentali, Ginevra – Milano 2006, pagg. 148-150.
– S. BAIOCCO, S. CASTRONOVO, E. PAGELLA, Arte in Piemonte. Il Gotico, Ivrea, pagg. 107-114.

Url: http://www.afom.it

Email: info@afom.it

Note: Nel 1911 sono stati avviati restauri, che hanno interessato la struttura della chiesa nel suo complesso; durante questo intervento sono stati scoperti gli affreschi delle storie della Vergine e della parete settentrionale del presbiterio, precedentemente coperti da uno strato di calce.
Questo ha permesso, grazie alla messa in luce della firma di Jaquerio, di attribuire al pittore torinese i cicli affrescati nella chiesa.
Un nuovo lotto di restauri è stato realizzato tra il 1999 e il 2001; gli affreschi jaqueriani interessati dall’intervento sono stati le storie di S. Biagio e le storie di S. Antonio Abate.

Fruibilità:

Orario invernale di apertura: 9-12, 15-17; – orario estivo: 9-12, 14,30-17,30; – giorni di chiusura: lunedì e martedì.

Telefono 011 9367450.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 2008-11-30

Vedi allegato: Tre monumenti pittorici del Piemonte antico, a cura di Marziano Bernardi – Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1957 – Sant’Antonio di Ranverso, con tavole e immagini:
Tre monumenti pittorici del Piemonte antico, a cura di Marziano Bernardi 4 SAR

BUTTIGLIERA ALTA/ROSTA (To), Precettoria di S. Antonio di Ranverso. Scheda 2 – Cappella di S. Biagio

Localizzazione e recapiti:

IGC 17 (1:50000) Torino – Pinerolo e Bassa Val di Susa – Precettoria di S. Antonio di Ranverso.

Per giungere alla Precettoria si segue la statale 25 del Moncenisio e, pochi chilometri dopo Rivoli Torinese, si imbocca sulla sinistra un viale alberato (indicazione Rosta).

La Precettoria è situata al centro di una zona agricola, tra i comuni di Buttigliera Alta e Rosta; il confine passa in corrispondenza del campanile.

La chiesa, all’interno della quale si trovano i cicli affrescati da Jaquerio, appartiene al complesso della Precettoria, in cui rientrano anche il convento, l’ospedale (di cui resta solo la facciata), e alcune cascine.

Descrizione:

I cicli affrescati da Jaquerio si trovano all’interno della chiesa, e precisamente: gli episodi della vita della Vergine nella terza cappella della navata sinistra; le storie di S. Biagio nella navata destra; la Vergine con il Bambino e santi, re e profeti dell’Antico Testamento sulla parete sinistra del presbiterio; episodi della vita di S. Antonio Abate sulla parete destra del presbiterio; nella cappella adibita a sacrestia sono affrescati l’Annunciazione, la Preghiera nell’Orto, la Salita al Calvario, S. Pietro e S. Paolo, gli Evangelisti.

 

Navata destra, cappella di S. Biagio: sulla parete laterale restano tre episodi della vita di S. Biagio dei cinque originari.

Le due scene affrescate in alto, delimitate dagli archi, rappresentano a sinistra il Santo indenne tra gli animali feroci, a destra il miracolo del bambino liberato dalla lisca di pesce che lo stava soffocando; nel registro inferiore l’unica scena rimasta raffigura S. Biagio che si salva nel mare in tempesta, mentre i cattivi barcaioli annegano.

Su una delle due volte della cappella sono rappresentati i simboli dei quattro evangelisti, e all’interno di un medaglione è dipinto un ritratto che rappresenterebbe il pittore stesso.

Ai lati della finestra di fondo sono affrescati Santa Barbara e due altri santi.

(Vedi anche altre schede)

Tipologia monumento:

Tipologia immagine: Affresco

Periodo artistico:

Gli affreschi di Jaquerio all’interno della chiesa sono stati eseguiti in momenti diversi, e si collocano nei primi decenni del XV secolo.

Cronologia: XV sec.

Materiale informativo ed illustrativo:

Nel portico, presso la facciata dell’ospedale e all’interno della chiesa sono collocati pannelli illustrativi, realizzati a cura dell’Associazione Amici della Fondazione ordine Mauriziano (AFOM) e tradotti in francese e inglese da allievi del liceo scientifico Darwin di Rivoli.

Note storiche:

La cronologia attribuita agli affreschi poggia sul resoconto della visita pastorale del 1406, che descrive i lavori eseguiti, in esecuzione o previsti, (in particolare interventi nella cappella con le storie della Vergine e nella cappella di S. Biagio) e sulle testimonianze tramandate negli archivi relative alle date dei soggiorni di Jaquerio a Torino.

Un ulteriore contributo può venire dalla presenza come cellerario a Ranverso del primo Jean de Montchenu, che rivestì la carica, come risulta dai documenti dell’ordine Mauriziano, dal 1430 al 1458.

Una prima fase di attività, tra il 1401 e il 1429, vede Jaquerio alternare soggiorni a Ginevra con altri a Pinerolo, come pittore di corte presso gli Acaia, e a Torino presso il duca di Savoia Amedeo VIII, dove riveste il medesimo incarico soprattutto dopo che, nel 1418, estintosi il ramo degli Acaia, i loro possedimenti passano ai Savoia.

Nella seconda fase, tra il 1429 e il 1453, anno della morte, sembra aver avuto residenza più stabile a Torino, quando ormai si era conclusa la fase più innovativa della sua opera.

Bibliografia:

[si citano solo alcuni tra i numerosissimi contributi dedicati all’intervento di Jaquerio].

 – A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, Torino 1965. 

 – A. GRISERI, Ritorno a Jaquerio, in E. CASTELNUOVO e G. ROMANO (a cura di), Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Torino 1979, pagg. 3-29.

 – E. CASTELNUOVO, Giacomo Jaquerio e l’arte nel ducato di Amedeo VIII, ibidem, pagg. 30-57.

 – G. ROMANO, Storie della vita della Vergine, ibidem, pagg. 393-397.

 – ORDINE MAURIZIANO (a cura di G. GIACCAGLIA), Sant’Antonio di Ranverso, Cavallermaggiore 1990, pagg. 69-107.

 – A. GRISERI, A Ranverso con Jaquerio. Nuovi documenti, in AA.VV. Theatrum Mauritianum, Milano 1992, pagg. 13-27.

 – A. GUERRINI, Una nuova “Imago Pietatis”, ibidem, pagg. 56-58.

 – M. PICCAT, L’uomo con i chiodi nella Salita al Calvario, ibidem, pagg. 63-69.

 – W. CANAVESIO, (a cura di), Jaquerio e le arti del suo tempo, Torino 2000.

 – G. GRITELLA (a cura di), Il colore del gotico, Savigliano 2001 (per i restauri agli affreschi e alla chiesa eseguiti tra il 1999 e il 2001).

– E. CASTELNUOVO, L’arte e gli artisti al tempo di Amedeo VIII, in E. PAGELLA – E. ROSSETTI BREZZI – E. CASTELNUOVO (a cura di), Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi Occidentali, Ginevra – Milano 2006, pagg. 148-150.

 

 – S. BAIOCCO, S. CASTRONOVO, E. PAGELLA, Arte in Piemonte. Il Gotico, Ivrea, pagg. 107-114.

 

Url: http://www.amicibbaamauriziano.it

Email: info@amicibbaamauriziano.it

Note:

Nel 1911 sono stati avviati restauri, che hanno interessato la struttura della chiesa nel suo complesso; durante questo intervento sono stati scoperti gli affreschi delle storie della Vergine e della parete settentrionale del presbiterio, precedentemente coperti da uno strato di calce.

Questo ha permesso, grazie alla messa in luce della firma di Jaquerio, di attribuire al pittore torinese i cicli affrescati nella chiesa.

Un nuovo lotto di restauri è stato realizzato tra il 1999 e il 2001; gli affreschi jaqueriani interessati dall’intervento sono stati le storie di S. Biagio e le storie di S. Antonio Abate.

Fruibilità:

Orario invernale di apertura: 9-12, 15-17;

orario estivo: 9-12, 14,30-17,30;

giorni di chiusura: lunedì e martedì.

Telefono 011 9367450.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 2008-11-30T00:00:00

BUTTIGLIERA ALTA/ROSTA (To), Precettoria di S. Antonio di Ranverso. Scheda 1 – Storie della Vergine

Localizzazione e recapiti:

IGC 17 (1:50000) Torino – Pinerolo e Bassa Val di Susa – Precettoria di S. Antonio di Ranverso.

Per giungere alla Precettoria si segue la statale 25 del Moncenisio e, pochi chilometri dopo Rivoli Torinese, si imbocca sulla sinistra un viale alberato (indicazione Rosta).

 

La Precettoria è situata al centro di una zona agricola, tra i comuni di Buttigliera Alta e Rosta; il confine passa in corrispondenza del campanile.

La chiesa, all’interno della quale si trovano i cicli affrescati da Jaquerio, appartiene al complesso della Precettoria, in cui rientrano anche il convento, l’ospedale (di cui resta solo la facciata), e alcune cascine.

Descrizione:

I cicli affrescati da Jaquerio si trovano all’interno della chiesa, e precisamente: gli episodi della vita della Vergine nella terza cappella della navata sinistra; le storie di S. Biagio nella navata destra; la Vergine con il Bambino e santi, re e profeti dell’Antico Testamento sulla parete sinistra del presbiterio; episodi della vita di S. Antonio Abate sulla parete destra del presbiterio; nella cappella adibita a sacrestia sono affrescati l’Annunciazione, la Preghiera nell’Orto, la Salita al Calvario, S. Pietro e S. Paolo, gli Evangelisti.

Terza cappella della navata sinistra con le storie della Vergine: gli episodi della vita della Vergine, affrescati su tutte le pareti della cappella, iniziano dalla parete dell’altare con l’Annunciazione, proseguono ai lati dell’arcone d’ingresso alla cappella con la Visitazione e la Natività, sulla parete di fronte all’altare, in due registri sovrapposti, sono dipinte l’Adorazione dei Magi e la Presentazione al tempio; sulla sinistra della finestra è affrescata la morte della Vergine, e negli sguanci della stessa finestra sono ritratti S. Eutropio a sinistra e S. Dionigi a destra.

Della figura della Vergine sul letto di morte resta solo la sinopia.

(Vedi anche altre schede)

Tipologia monumento:

Tipologia immagine: Affresco

Periodo artistico: Gli affreschi di Jaquerio all’interno della chiesa sono stati eseguiti in momenti diversi, e si collocano nei primi decenni del XV secolo.

Cronologia: XV sec.

Materiale informativo ed illustrativo:

Nel portico, presso la facciata dell’ospedale ed all’interno della chiesa sono collocati pannelli illustrativi, realizzati a cura dell’Associazione Amici della Fondazione ordine Mauriziano (AFOM) e tradotti in francese e inglese da allievi del liceo scientifico Darwin di Rivoli.

Note storiche:

La cronologia attribuita agli affreschi poggia sul resoconto della visita pastorale del 1406, che descrive i lavori eseguiti, in esecuzione o previsti (in particolare interventi nella cappella con le storie della Vergine e nella cappella di S. Biagio) e sulle testimonianze tramandate negli archivi relative alle date dei soggiorni di Jaquerio a Torino.

Un ulteriore contributo può venire dalla presenza come cellerario a Ranverso del primo Jean de Montchenu, che rivestì la carica, come risulta dai documenti dell’ordine Mauriziano, dal 1430 al 1458.

Una prima fase di attività, tra il 1401 e il 1429, vede Jaquerio alternare soggiorni a Ginevra con altri a Pinerolo, come pittore di corte presso gli Acaia, e a Torino presso il duca di Savoia Amedeo VIII, dove riveste il medesimo incarico soprattutto dopo che, nel 1418, estintosi il ramo degli Acaia, i loro possedimenti passano ai Savoia.

Nella seconda fase, tra il 1429 e il 1453, anno della morte, sembra aver avuto residenza più stabile a Torino, quando ormai si era conclusa la fase più innovativa della sua opera.

Bibliografia:

[si citano solo alcuni tra i numerosissimi contributi dedicati all’intervento di Jaquerio].

 – A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, Torino 1965. 

 – A. GRISERI, Ritorno a Jaquerio, in E. CASTELNUOVO e G. ROMANO (a cura di), Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Torino 1979, pagg. 3-29.

 – E. CASTELNUOVO, Giacomo Jaquerio e l’arte nel ducato di Amedeo VIII, ibidem, pagg. 30-57.

 – G. ROMANO, Storie della vita della Vergine, ibidem, pagg. 393-397.

 – ORDINE MAURIZIANO (a cura di G. GIACCAGLIA), Sant’Antonio di Ranverso, Cavallermaggiore 1990, pagg. 69-107.

 – A. GRISERI, A Ranverso con Jaquerio. Nuovi documenti, in AA.VV. Theatrum Mauritianum, Milano 1992, pagg. 13-27.

 – A. GUERRINI, Una nuova “Imago Pietatis”, ibidem, pagg. 56-58.

 – M. PICCAT, L’uomo con i chiodi nella Salita al Calvario, ibidem, pagg. 63-69.

 – W. CANAVESIO, (a cura di), Jaquerio e le arti del suo tempo, Torino 2000.

 – G. GRITELLA (a cura di), Il colore del gotico, Savigliano 2001 (per i restauri agli affreschi e alla chiesa eseguiti tra il 1999 e il 2001).

 

– E. CASTELNUOVO, L’arte e gli artisti al tempo di Amedeo VIII, in E. PAGELLA – E. ROSSETTI BREZZI – E. CASTELNUOVO (a cura di), Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi Occidentali, Ginevra – Milano 2006, pagg. 148-150.

 

 – S. BAIOCCO, S. CASTRONOVO, E. PAGELLA, Arte in Piemonte. Il Gotico, Ivrea, pagg. 107-114.

 

Url: http://www.amicibbaamauriziano.it

Email: info@amicibbaamauriziano.it

Note:

Nel 1911 sono stati avviati restauri, che hanno interessato la struttura della chiesa nel suo complesso; durante questo intervento sono stati scoperti gli affreschi delle storie della Vergine e della parete settentrionale del presbiterio, precedentemente coperti da uno strato di calce.

Questo ha permesso, grazie alla messa in luce della firma di Jaquerio, di attribuire al pittore torinese i cicli affrescati nella chiesa.

Un nuovo lotto di restauri è stato realizzato tra il 1999 e il 2001; gli affreschi jaqueriani interessati dall’intervento sono stati le storie di S. Biagio e le storie di S. Antonio Abate.

Vedi allegato:

Tre monumenti pittorici del Piemonte antico, a cura di Marziano Bernardi, Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1957, Sant’Antonio di Ranverso, con tavole e immagini.

Fruibilità:

Orario invernale di apertura: 9-12, 15-17; orario estivo: 9-12, 14,30-17,30; giorni di chiusura: lunedì e martedì. Telefono 011 9367450.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 2008-11-30T00:00:00

AOSTA, Museo del Tesoro della Cattedrale – Crocifissione, Messale del vescovo Moriset.

Museo del Tesoro della Cattedrale
Nel 1985, nell’area del deambulatorio, venne realizzato il Museo del Tesoro: questo presenta una panoramica significativa dell’arte valdostana dei secoli XIII-XVIII, unendo ai pezzi del ricco tesoro della Cattedrale alcune opere d’arte provenienti da diverse parrocchie della Valle.

Descrizione:

GJ Aosta– Numero di cat. 20, messale del vescovo Oger Moriset, con una Crocefissione a piena pagina di Giacomo Jaquerio (1420-1422) (fonte TCI – Torino e Valle d’Aosta, pag. 574).

– da “Aosta Romana e Medievale“, di Vittorio Viale e Mercedes Viale Ferrero, Torino 1967, Istituto Bancario San Paolo di Torino – Tavola XVI – Cerchia di Giacomo Jaquerio: Crocifissione. Messale del vescovo Ogerio Moriset (altezza m. 0,43; larghezza m. 0,32). Circa 1430.

Tra i preziosi codici conservati nella Cattedrale di Aosta è un Messale pergamenaceo, che conta attualmente 196 fogli (7 del Calendario, 189 delle Messe), molti dei quali decorati da fredi miniati, a prevalenti motivi vegetali.
La miniatura tabulare (carta 99) rappresenta Gesù Crocifisso, tra la Vergine e San Giovanni; ai piedi della Croce è inginocchiato un vescovo orante, in piviale rosso broccato di trifogli d’oro. Questo particolare permette di riconoscere nel devoto Ogerio Moriset, vescovo di Aosta dal 1411 al 1433; a conferma ne compare a carta 96 lo stemma, d’azzurro con tre foglie d’oro.

Periodo artistico:

P. Toesca (1911) riferì il Messale Moriset ad “arte franco-provenzale”; V. Viale (1939) lo ritenne di esecuzione locale; A. M. Brizio (1942) segnalò nella miniatura tabulare della Crocifissione influssi jaqueriani. L’indicazione della Brizio fu ripresa da L. Mallé (1956) e ampiamente svolta da A. Griseri (1966) che rileva come la Crocifissione rientri “in area jaqueriana ad una data precoce… La pagina è intesa con tratto ispido e asprigno; spinose anche le stelle, a trapuntare il cielo. Il tutto risolto con modi appassionati… ansiosi, strettamente affini a Jaquerio”. Una affinità che non esclude del tutto esiti personali: come il fluire degli sguardi trascorrenti da Giovanni al Cristo, dal Cristo al donatore, dal donatore al Cristo, centro spirituale dell’immagine e perno, insieme, della trama compositiva. Isolata, nel contesto, è la Vergine: in una solitudine altamente drammatica, in un dolore tanto più straziante quanto meno esteriormente comunicato. Una invenzione davvero bellissima; che solo in parte si può riconnettere alla Crocifissione frescata nella cappella del castello di Fénis, del resto di non sicura autografia jaqueriana (si vedano le diverse opinioni, in proposito, di A.M. Brizio, 1942; N. Gabrielli, 1956; L. Mallé 1956, 1960, 1962; M. Bernardi, 1961; A. Griseri, 1966).

Rapporti, comunque, tra le due opere ne esistono; e si potrebbero estendere alla Cricofissione della Manta, rivendicata a buon diritto dalla Griseri come “purissimo Jaquerio”, se l’affresco della Manta non fosse, probabilmente, di data successiva a quella del Messale, eseguito al più tardi nel 1430-33.
A. Griseri ricorda come il ritratto del vescovo Moriset ai piedi della Croce sembri “sceso dagli affreschi ginevrini o di Fénis nelle Madonne di Misericordia”. La Madonna di Misericordia frscata nella cappella del castello di Fénis ha avuto una sola attribuzione a Jaquerio (e per di più “guardinga”) da parte del Mallé (1956) ed è molto variamente datata entro termini che vanno dal precose “forse prima del ’20 del Mallé (1962) all’avanzato “circa 1450” di A. Griseri. A favore della datazione tarda sta un fatto storico: nel 1451 Bonifacio II di Challant, “Seigneur de Fénis”, venne reintegrato da Luigi di Savoia nei suoi beni, confiscati in seguito alla sua partecipazione alla famosa congiura contro i Ciprioti. Poteva essere un’ottima occasione per celebrare la misericordia della Vergine, raffigurando sotto il suo manto tutto l’illustre parentado, vivi e morti, quasi ad anticiparne la futura riunione in un Paradiso ordinato ad immagine e somiglianza di società feudale. Ma in questo caso non bisogna ricercare a Fénis la fonte del ritratto del vescovo Moriset, bensì un prototipo comune alle sue opere.
Il Messale Moriset documenta, in ogni modo, come intorno al 1430 i modi jaqueriani avessero già valicato, nell’Aostano, le mura dei castelli feudali; vi si sarebbero ben presto irradiati in sempre più vasti echi e varie diramazioni.
I fregi che ornano il Messale sono d’altra mano di quella dell’artista che vi miniò la Crocifissione; sono di buona, ma non d’eccelsa fattura.

Cronologia: 1439-33

Note storiche:
Ogerio era nato a Conflans, in Savoia; nominato vescovo d’Aosta dall’antipapa Giovanni XXIII, lasciò questa sede nel 1433, trasferito alla diocesi di Saint-Jean-de-Maurienna. Morì nel 1441 a Basilea, dove seguiva i lavori del Concilio e dove fu sepolto (cfr. A.P. Frutaz, 1966).

Bibliografia:
– D. PLATANIA, Oger Moriset: l’intraprendenza di un vescovo, in E. PAGELLA – E. ROSSETTI BREZZI – E. CASTELNUOVO, Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali, Torino 7 febbraio – 14 maggio 2006, Milano 2006, pagg. 261-263.
– G. SARONI, Scheda 147, ibidem pag. 269; tav. 147 pag. 269.
– Vittorio Viale e Mercedes Viale Ferrero, Aosta Romana e Medievale, Torino 1967, Istituto Bancario San Paolo di Torino.
– Gabrieli B.O., Appunti sulla tecnica: Giacomo Jaquerio e dintorni, in: Palazzo Madama, Studi e notizie, anno III, numero 2, Torino 2012-2013,pp.178-217, il Messale è trattato alle p. 182-86
Cattedrale di Aosta. Museo del Tesoro. Catalogo, a cura di Enrico Castelnuovo, Fabrizio Crivello, Viviana Maria Vallet, Aosta 2013
– Garino L. (a cura di), Museo del Tesoro, Cattedrale di Aosta, Catalogo redatto a cura del Capitolo Cattedrale di Aosta, Aosta 2014

Internet:
– https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_tesoro_della_cattedrale_di_Aosta

Url: http://www.regione.vda.it/Cultura/beni_culturali/patrimonio/edifici_religiosi/cattedrale_aosta/default_i.asp

Altro riferimento a sito internet:

http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Aosta

Visita:
in inverno, domenica e festivi, ore 15-17,30;
dal 1 aprile al 30 settembre, feriali 10-11,30 e 15-17,30, festivi 15 -17,30; lunedì chiuso.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 2011-09-04T00:00:00