CHIERI (To), Duomo, Cappella Gallieri.

Centro storico, Piazza Duomo, all’interno del complesso del Duomo, alla base del campanile.
All’interno della cattedrale cittadina finita di costruire probabilmente dall’architetto Bernardo da Venezia nel 1437, a lato del presbiterio si trova il campanile, costruito dopo il 1365, alla cui base la famiglia Gallieri ha fatto edificare la propria cappella funeraria fra il 1414 e il 1418.

Descrizione: Ciclo di affreschi delle storie di San Giovanni Battista, evangelisti e personaggi biblici.

Il ciclo di affreschi si articola in 18 scene, che iniziano dalla parete di fronte all’ingresso, in alto con l’Annuncio dell’angelo a Zaccaria e la Visitazione di Maria ad Elisabetta per poi proseguire verso destra con la Natività del Battista e la Circoncisione.

Seguendo la cronologia del Santo, sulla parete dell’ingresso è stato affrescato San Giovanni che prega penitente nel deserto e successivamente mentre predica alla popolazione.
Le storie continuano sulla parete di fronte con il Battesimo dei seguaci nel fiume Giordano e con la scena, purtroppo molto rovinata, della Conversazione di Giovanni con altri personaggi. Sulla stessa parete si trova la presentazione al popolo di Gesù come Messia che viene a farsi battezzare.

chieri_duomoARCHEOCARTANella nicchia ricavata nel muro per il monumento sepolcrale di Guglielmo Gallieri è affrescato l’Agnus Dei in un tondo dell’abside e ai lati le scene del battesimo di Cristo e la Condanna di Giovanni ad Erode.
Segue l’imprigionamento del Battista nella fortezza di Macheronte, mentre nell’sottarco dell’ingresso sono raffigurate le due scene di Giovanni che dal carcere manda due persone da Cristo per sapere se egli è veramente il Messia e di seguito la Risposta di Gesù ai discepoli.
Le ultime due scene narrano del Banchetto, con Erode che offre a Salomè quanto desidera, della Decollazione del Santo e del suo seppellimento.
Sulla volta gli affreschi continuano con larghi bordi floreali di acanto intervallati da numerosi tondi con ritratti che possono essere attribuiti alla famiglia Gallieri.

Nella quattro vele della volta sono raffigurati gli evangelisti accompagnati dai simboli relativi e dai dottori della Chiesa. Tra questi si possono identificare San Marco con accanto Sant’Ambrogio e San Matteo mentre Luca e Giovanni sono quasi del tutto persi.

Nei pennacchi in basso sono dipinti otto personaggi dell’Antico Testamento tra cui si riconoscono Abacus, Abramo, Tobia, Mosè e Giona.
Nel basso sotto le storie del Battista, continua una serie di venti immagini di profeti, di re d’Israele e di patriarchi, affiancati dentro una cornice in prospettiva, contro uno sfondo a stelle che diventa il motivo decorativo anche della parte inferiore del muro.

Tipologia immagine: Affresco

Cronologia: XV sec.

Note storiche:

La cappella Gallieri fu dipinta negli anni Venti del Quattrocento ma per diverse ragioni già alla fine del secolo si trovava in stato di abbandono tale che nel Cinquecento venne sconsacrata e adibita a magazzino.

Nel 1652 per permettere di collocare la scala del campanile è stato aperto il soffitto e per accogliere il materiale del deposito sono stati addossati alle pareti affrescate alcuni armadi.
Solo negli anni Cinquanta del Novecento si è intervenuti con il restauro e recupero degli affreschi.

Articoli e Recensioni:

– C. Zoia, Gli affreschi della Cappella dei Gallieri. Committenza e modelli figurativi a Chieri nel primo ventennio del ‘400 in G. Donato, La collegiata di S. Maria della Scala di Chieri, un cantiere internazionale del ‘400, Edizioni Mariogros, Chieri, 2006, vedi allegato: Gli_affreschi_della_cappella_dei_Gallieri di Chiara Zoia

 – S. Caselle, La Cappella dei Gallieri, Chieri s.d. 1960

Bibliografia:

 – P. Gaglia, Maestro della Cappella dei Gallieri 1415-1420 in E. Castelnuovo, G. Romano, Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Palazzo Madama aprile-giugno 1979, Assessorato per la Cultura, Torino, pagg. 390-391-392

 – AA.VV., Chieri, in “Il Piemonte, paese per paese” collana La grande Enciclopedia delle tua Regione, ed. Bonechi, vol.32, pagg.292-293

 – G. Romano, Tra la Francia e l’Italia note su Giacomo Jaquerio e una proposta per Enguerrand Quarton in AA.VV. Hommage à Michel La dotte, études sur la peinture du Moyen Age et de la Renaissance, Milano 1994, pag. 180

 – Augusto CAVALLARI MURAT, Antologia monumentale di Chieri, Istituto Bancario San Paolo di Torino, Torino 1969, pag. 72-76.

Url: http://www.duomodichieri.it

Email: info@carreumpotentia.it

Note:

Nel 1878 il Bosio denuncia il cattivo stato di conservazione e sollecita un intervento, come anche il Valimberti nel 1928 ne segnala l’urgenza. In seguito alla descrizione dell’Olivero del 1939, la Brizio parla degli affreschi e li data verso la fine del XV secolo collegandoli a Sant’Antonio di Ranverso e a Pianezza.

Il Carità nel 1952 assegna i lavori a un frescante di San Francesco di Lodi per la presenza di elementi lombardi, anche se rileva un intreccio con l’attività di Jaquerio.

Nel 1960 Secondo Caselle, in occasione dei restauri, approfondisce gli studi senza riuscire ad identificare il pittore. Nel 1965 altri scritti riprendono l’attribuzione e secondo la Griseri il maestro dei Gallieri è di origine lombarda mentre la Malaton sostiene la provenienza da Lodi.

In ultimo il Cavallari Murat è orientato verso una provenienza lombardo-veronese.
Un possibile riferimento a Sant’Antonio di Ranverso è stato considerato per la serie di profeti biblici affacciati attraverso le incorniciature, presenti nei due siti e con strette somiglianze per la narrazione e l’originalità artistica.

Ulteriori agganci possono essere proposti anche con le Storie del Battista, nella cappella Provana di San Pietro in Pianezza, per somiglianze nei particolari dei ritratti dei volti di profilo, oltre alle stesse tonalità terrose e calde dei colori e il modo di rappresentare le architetture.

Vedi: Augusto CAVALLARI MURAT, Antologia monumentale di Chieri, Istituto Bancario San Paolo di Torino, Torino 1969.
Parte V. Cicli di affreschi locali e collezioni di tavole transalpine nei due secoli dell’Umanesimo.
Nella prospettiva sociologica locale, la cromatica spavalderia del “Maestro di Chieri” è contestazione ai condizionamenti borgognoni ed alle riforme padane.
Negli affreschi di Pecetto la “bottega di Jaquerio” adatta popolarmente le proposte formali di Ranverso e di Pianezza con la vena cortese di Manta. pagg. 72-76, vedi allegato.

Fruibilità: La cappella è stata restaurata nel 2009.

Rilevatore: Marina Fresia

Data ultima verifica sul campo: 2009-01-23T00:00:00

Allegato: cappella-gallieri.pdf

Vedi anche video: https://ms-my.facebook.com/TurismoChieri/videos/979189329205895/

Vedi anche galleria fotografica: https://www.100torri.it/chieri-la-grande-pinacoteca/san-domenico-2/23-gallieri/