AOSTA, Museo del Tesoro della Cattedrale – Crocifissione, Messale del vescovo Moriset.

Museo del Tesoro della Cattedrale
Nel 1985, nell’area del deambulatorio, venne realizzato il Museo del Tesoro: questo presenta una panoramica significativa dell’arte valdostana dei secoli XIII-XVIII, unendo ai pezzi del ricco tesoro della Cattedrale alcune opere d’arte provenienti da diverse parrocchie della Valle.

Descrizione:

GJ Aosta– Numero di cat. 20, messale del vescovo Oger Moriset, con una Crocefissione a piena pagina di Giacomo Jaquerio (1420-1422) (fonte TCI – Torino e Valle d’Aosta, pag. 574).

– da “Aosta Romana e Medievale“, di Vittorio Viale e Mercedes Viale Ferrero, Torino 1967, Istituto Bancario San Paolo di Torino – Tavola XVI – Cerchia di Giacomo Jaquerio: Crocifissione. Messale del vescovo Ogerio Moriset (altezza m. 0,43; larghezza m. 0,32). Circa 1430.

Tra i preziosi codici conservati nella Cattedrale di Aosta è un Messale pergamenaceo, che conta attualmente 196 fogli (7 del Calendario, 189 delle Messe), molti dei quali decorati da fredi miniati, a prevalenti motivi vegetali.
La miniatura tabulare (carta 99) rappresenta Gesù Crocifisso, tra la Vergine e San Giovanni; ai piedi della Croce è inginocchiato un vescovo orante, in piviale rosso broccato di trifogli d’oro. Questo particolare permette di riconoscere nel devoto Ogerio Moriset, vescovo di Aosta dal 1411 al 1433; a conferma ne compare a carta 96 lo stemma, d’azzurro con tre foglie d’oro.

Periodo artistico:

P. Toesca (1911) riferì il Messale Moriset ad “arte franco-provenzale”; V. Viale (1939) lo ritenne di esecuzione locale; A. M. Brizio (1942) segnalò nella miniatura tabulare della Crocifissione influssi jaqueriani. L’indicazione della Brizio fu ripresa da L. Mallé (1956) e ampiamente svolta da A. Griseri (1966) che rileva come la Crocifissione rientri “in area jaqueriana ad una data precoce… La pagina è intesa con tratto ispido e asprigno; spinose anche le stelle, a trapuntare il cielo. Il tutto risolto con modi appassionati… ansiosi, strettamente affini a Jaquerio”. Una affinità che non esclude del tutto esiti personali: come il fluire degli sguardi trascorrenti da Giovanni al Cristo, dal Cristo al donatore, dal donatore al Cristo, centro spirituale dell’immagine e perno, insieme, della trama compositiva. Isolata, nel contesto, è la Vergine: in una solitudine altamente drammatica, in un dolore tanto più straziante quanto meno esteriormente comunicato. Una invenzione davvero bellissima; che solo in parte si può riconnettere alla Crocifissione frescata nella cappella del castello di Fénis, del resto di non sicura autografia jaqueriana (si vedano le diverse opinioni, in proposito, di A.M. Brizio, 1942; N. Gabrielli, 1956; L. Mallé 1956, 1960, 1962; M. Bernardi, 1961; A. Griseri, 1966).

Rapporti, comunque, tra le due opere ne esistono; e si potrebbero estendere alla Cricofissione della Manta, rivendicata a buon diritto dalla Griseri come “purissimo Jaquerio”, se l’affresco della Manta non fosse, probabilmente, di data successiva a quella del Messale, eseguito al più tardi nel 1430-33.
A. Griseri ricorda come il ritratto del vescovo Moriset ai piedi della Croce sembri “sceso dagli affreschi ginevrini o di Fénis nelle Madonne di Misericordia”. La Madonna di Misericordia frscata nella cappella del castello di Fénis ha avuto una sola attribuzione a Jaquerio (e per di più “guardinga”) da parte del Mallé (1956) ed è molto variamente datata entro termini che vanno dal precose “forse prima del ’20 del Mallé (1962) all’avanzato “circa 1450” di A. Griseri. A favore della datazione tarda sta un fatto storico: nel 1451 Bonifacio II di Challant, “Seigneur de Fénis”, venne reintegrato da Luigi di Savoia nei suoi beni, confiscati in seguito alla sua partecipazione alla famosa congiura contro i Ciprioti. Poteva essere un’ottima occasione per celebrare la misericordia della Vergine, raffigurando sotto il suo manto tutto l’illustre parentado, vivi e morti, quasi ad anticiparne la futura riunione in un Paradiso ordinato ad immagine e somiglianza di società feudale. Ma in questo caso non bisogna ricercare a Fénis la fonte del ritratto del vescovo Moriset, bensì un prototipo comune alle sue opere.
Il Messale Moriset documenta, in ogni modo, come intorno al 1430 i modi jaqueriani avessero già valicato, nell’Aostano, le mura dei castelli feudali; vi si sarebbero ben presto irradiati in sempre più vasti echi e varie diramazioni.
I fregi che ornano il Messale sono d’altra mano di quella dell’artista che vi miniò la Crocifissione; sono di buona, ma non d’eccelsa fattura.

Cronologia: 1439-33

Note storiche:
Ogerio era nato a Conflans, in Savoia; nominato vescovo d’Aosta dall’antipapa Giovanni XXIII, lasciò questa sede nel 1433, trasferito alla diocesi di Saint-Jean-de-Maurienna. Morì nel 1441 a Basilea, dove seguiva i lavori del Concilio e dove fu sepolto (cfr. A.P. Frutaz, 1966).

Bibliografia:
– D. PLATANIA, Oger Moriset: l’intraprendenza di un vescovo, in E. PAGELLA – E. ROSSETTI BREZZI – E. CASTELNUOVO, Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali, Torino 7 febbraio – 14 maggio 2006, Milano 2006, pagg. 261-263.
– G. SARONI, Scheda 147, ibidem pag. 269; tav. 147 pag. 269.
– Vittorio Viale e Mercedes Viale Ferrero, Aosta Romana e Medievale, Torino 1967, Istituto Bancario San Paolo di Torino.
– Gabrieli B.O., Appunti sulla tecnica: Giacomo Jaquerio e dintorni, in: Palazzo Madama, Studi e notizie, anno III, numero 2, Torino 2012-2013,pp.178-217, il Messale è trattato alle p. 182-86
Cattedrale di Aosta. Museo del Tesoro. Catalogo, a cura di Enrico Castelnuovo, Fabrizio Crivello, Viviana Maria Vallet, Aosta 2013
– Garino L. (a cura di), Museo del Tesoro, Cattedrale di Aosta, Catalogo redatto a cura del Capitolo Cattedrale di Aosta, Aosta 2014

Internet:
– https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_tesoro_della_cattedrale_di_Aosta

Url: http://www.regione.vda.it/Cultura/beni_culturali/patrimonio/edifici_religiosi/cattedrale_aosta/default_i.asp

Altro riferimento a sito internet:

http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Aosta

Visita:
in inverno, domenica e festivi, ore 15-17,30;
dal 1 aprile al 30 settembre, feriali 10-11,30 e 15-17,30, festivi 15 -17,30; lunedì chiuso.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 2011-09-04T00:00:00